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martedì 23 gennaio 2018

Altro che ENI, serve una Società Pubblica al 100% per l'Energia

di Giuliano Garavini

In questi mesi siamo bombardati dalle pubblicità di ENI che ci spiegano come si stia impegnando a produrre "biodiesel" dalle bucce di banana. L'ennesimo Ministro alle energie fossili, Carlo Calenda, ci ha recentemente voluto far credere che rischiamo il congelamento per un'interruzione di qualche ora della fornitura di gas russo. Queste sono le #fakenews.

Veniamo alle #realnews. L'ENI è un acronimo per Ente Nazionale Idrocarburi. Investe praticamente solo in estrazione, raffinazione e distribuzioni di idrocarburi.





Recentemente ha perfino ritenuto opportuno cercare petrolio accanto agli orsi polari nell'Artico. Quanto a Calenda, l'Italia non ha alcun bisogno del nuovo gasdotto TAPche porterà in Italia il gas che arriva dall'Azerbaigian: abbiamo una capacità di importazione di circa 140 mld di metri cubi l'anno a fronte di un consumo di 70,9 mld, in constante calo dal 2005. Tra rigassificatori mai entrati in funzione, metano che arriva dalla Libia, dall'Algeria e dalla Siberia, il tutto combinato con la tendenza alla riduzione dei consumi, non sappiamo più a chi da' i resti, come si dice a Roma.

lunedì 22 gennaio 2018

Con Berlusconi “Grandi Affari” in vista per Goldman Sachs e le grandi Banche Estere

di Luciano Lago

Le ultime dichiarazioni rilasciate da Berlusconi al Corriere della Sera hanno chiarito molte cose sul prossimo assetto della politica italiana dopo le elezioni che, che ogni probabilità, vedranno la vittoria del Centro Destra in Italia.
“L’esperienza insegna che debito pubblico e pressione fiscale crescono insieme, come hanno dimostrato i governi di sinistra in questi ultimi anni. L’unico modo per abbatterlo è un grande piano di privatizzazioni, per 5 punti percentuali circa, che insieme alla ripresa della crescita e all’avanzo primario nei conti pubblici determinato all’aumento del gettito, porterebbe a un rapporto debito/Pil vicino al 100% in cinque anni, con la relativa riduzione della spesa per interessi”.





Così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi in un’intervista al Corriere della Sera, che afferma di avere “ben chiari i costi” delle promesse fatte finora: “Tagliare le tasse, a regime, non è un costo, anzi è un modo per incrementare il gettito dello Stato”. Il tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil, “è una regola forse stupida, ma noi la rispetteremo”, assicura.

ECCO PERCHÉ NON TI FANNO RIPAGARE IL DEBITO

Intervista a 
Marco Bersani
trascrizione di 
Vincenzo Cirigliano

Per capire cosa sta succedendo oggi, dobbiamo capire cosa è la favola Neoliberista, dobbiamo quindi tornare indietro agli anni 70. In quegli anni avvengono innovazioni tecnologiche senza precedenti nel campo dei Trasporti, nel campo della Comunicazione, nel campo dell'informatizzazione e sono innovazioni che modificano radicalmente il sistema Produttivo, in particolare separano la produzione Economica dai confini Nazionali; fino ad allora l'economia Italiana era quello che si produceva in Italia. Queste innovazioni Tecnologiche rendono possibile una produzione sganciata dai confini Nazionali. Per fare un esempio, la macchina Fiat è prodotta in 25 Paesi, non è prodotta in Italia.





Questa enorme possibilità creata da queste innovazioni tecnologiche, ha permesso l'avvento della Dottrina Neoliberale, su queste cose qualcuno ha innescato la favola liberista che sostanzialmente suonava così: "Grazie a queste innovazioni tecnologiche possiamo trasformare il pianeta in un immenso mercato, anzi se eliminiamo tutti i vincoli sociali, ambientali e tutti i diritti e permettiamo al mercato di essere l'unico regolatore sociale, tutto questo produrrà una enorme ricchezza che, a cascata, senza eliminare le disuguaglianze sociali, la ricchezza sarà talmente grande che produrrà benessere per tutti."

domenica 21 gennaio 2018

Ma vaccina tuo padre

di Marco Travaglio

"Dev’essere terribile svegliarsi, aprire il Corriere e scoprire dal sondaggio di Nando Pagnoncelli di essere il candidato premier più detestato e indesiderato dagli italiani: dietro Gentiloni, Bonino, Di Maio, Salvini, Berlusconi, Grasso e Meloni (mancano il Divino Otelma e Giorgio Mastrota, ma solo perché non li hanno testati). Siamo dunque solidali con Matteo Renzi che, sempre più ubriaco dei suoi insuccessi, mi coinvolge nella campagna elettorale (dove non sono candidato) per darmi del “giornalista di parte” che “fa disinformazione” e “pensa di essere autorevole perché va sempre in tv” e far sapere che lui parla sempre con “un medico che fa informazione”, il solito Burioni, casualmente candidato del Pd, perché il Pd è “dalla parte della scienza e della medicina”.





Ora, che il più grande ballista della legislatura, detto il Bomba fin dalla più tenera età, accusi altri di mentire, è irresistibilmente comico.

sabato 20 gennaio 2018

Siamo cittadini italiani o sudditi europei? (Video che chiarisce chi ha introdotto in Italia le catene del Pareggio di Bilancio)

di Alessandro Montanari

"…Confidiamo che il governo assumerà le azioni appropriate.
Mario Draghi, Jean-Claude Trichet"


Non c’è schiavo più indifeso di chi non riesca a vedere le proprie catene. Ricchi, poveri, vincitori e vinti di quest’ordine darwiniano che, da noi, prende il nome di Unione Europea: guardate i vostri polsi. Che siano pesanti e vistose come bracciali d’oro o trasparenti e impalpabili come fili di nylon, le manette restano sempre manette. E una prigione, anche se fornita di celle di prima e seconda classe, resta sempre una prigione.




Ricorro a quest’immagine perché credo non vi sia dignità per nessuno, nemmeno per i privilegiati, in un Paese spogliato della propria libertà e nel quale persino la decisione solidale di soccorrerci l’un l’altro, con politiche di piena occupazione e riduzione della diseguaglianza, ci viene formalmente negata da ormai sette anni. 

venerdì 19 gennaio 2018

Una Favola usata in malafede per giustificare l'Austerità

di Ilaria Bifarini

“L’economista è colui che è sempre capace di spiegare ex post perché si sia, ancora una volta, ingannato.”(B. Maris, Houllebecq economista)

La campagna mediatica per il pareggio di bilancio e la lotta al debito pubblico da parte degli economisti, liberisti prima e neoliberisti oggi, è divenuta così ossessiva e martellante da essere passivamente accettata come verità dall’opinione pubblica. È stata costruita una narrazione unica, supportata e amplificata dai media mainstream, per la quale la crisi economica sarebbe la conseguenza inevitabile dei comportamenti irresponsabili e dispendiosi tenuti dagli Stati nazionali, ultimo baluardo di democrazia nella dittatura del mercato unico iper-globalizzato.




Attraverso una sapiente arte manipolatoria, la questione del debito è stata ricondotta a una categoria etico-morale, da cui ne deriva che le politiche economiche di austerity attualmente applicate rappresenterebbero l’unica strada percorribile, nonché la pena necessaria e inevitabile per espiare i peccati commessi.

In nome del dio profitto, quanti morti ancora nel mondo del lavoro?

“E mentre non si fa altro che chiedere riduzione del costo del lavoro, troppe volte quei risparmi già vengono fatti, ma scommettendo sulla vita dei lavoratori."

di Stefano Barbieri

Altri morti sul lavoro, stavolta nella produttivissima Milano, la cosiddetta “capitale economica” d’Italia.

Tre lavoratori morti intossicati, un altro in fin di vita. Sembrerebbe, dalle prime dichiarazioni, che i sistemi di sicurezza non abbiano funzionato a dovere, come sempre, come alla Thyssenkrupp, come a Pavullo nel modenese alcuni giorni or sono o a Nano in provincia di Agrigento pochi mesi fa.




Passa il tempo e non cambia niente, le morti bianche aumentano arrivando a più di mille all’anno, molte non fanno neanche più notizia.

giovedì 18 gennaio 2018

Formica: l’Ue chiede a Silvio l’inciucio col Pd ma senza Renzi

«Renzi finirà asfaltato dai No, poi il successore lo designerà il Vaticano». Una “profezia” firmata Rino Formica, puntualmente esatta: il Rottamatore a casa, sostituito dal nipote dell’uomo di fiducia della Santa Sede, che firmò il Patto Gentiloni per riportare i cattolici in politica dopo l’Unità d’Italia. Oltre un anno dopo, alla vigilia delle politiche, l’ex ministro craxiano rilancia: le “dritte” dell’Ue a Berlusconi prevedono una “grande coalizione”, ma senza Renzi.



Lo racconta Formica a Federico Ferraù, che l’ha intervistato per “Il Sussidiario”. Premessa: l’uscita del commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovici, secondo cui «un rischio politico» incombe sull’Europa, visto che «l’Italia si prepara ad elezioni il cui esito è quanto mai indeciso». 

mercoledì 17 gennaio 2018

Quando il Sistema sente che il Popolo lo sta SCARDINANDO

Il responsabile degli Affari economici ha anche bocciato la proposta del candidato premier M5s Di Maio di sforare il tetto del 3% al rapporto deficit/pil: "Controsenso assoluto". Commentando le parole del candidato governatore della Lombardia per il centrodestra ha aggiunto che "i partiti illiberali, razzisti, estremisti, vanno combattuti sul piano politico". Salvini: "Inaccettabile intrusione di un burocrate"

Ne ha per il candidato premier M5s Luigi Di Maio, che vuol liberarsi dai vincoli europei sui conti pubblici, ma attacca anche le sparate razziste del candidato governatore della Lombardia per il centrodestra Attilio Fontana. Il quale non ci sta e ribatte ricordando che “anche nella Costituzione si parla di razze”. Pierre Moscovici, commissario Ue agli Affari economici, da Parigi spara alzo zero su alcuni dei protagonisti della campagna elettorale italiana.





Dopo aver ammesso che l’Italia è “tra i rischi politici” dell’Unione vista l’incertezza sull’esito del voto del 4 marzo.

martedì 16 gennaio 2018

Interesse di conflitto

di Marco Travaglio

"Alla luce degli ultimi eventi, una grande riforma s’impone come per i primi giorni, anzi le prime ore della prossima legislatura: rendere i conflitti d’interessi non solo leciti e consigliati (lo sono già), ma proprio obbligatori per chiunque ricopra incarichi pubblici. Basta con le ipocrisie di chi denuncia quelli altrui e poi corre a fabbricarsene almeno uno in casa propria, con la scusa che gli altri ce l’hanno più grosso. Facciamo che chi non ha conflitti d’interessi non può entrare né restare in politica, ma nemmeno nella PA, nell’impresa, nella finanza, nell’editoria.




E abroghiamo quella burletta della legge Frattini, che fu scritta da B. nel 2004 per santificare i suoi conflitti d’interessi, ma che – intitolandosi “Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi” – potrebbe spaventare i più timidi.